ALTF4

ALTF4

Il titolo si richiama alla combinazione di tasti che consente di chiudere la “finestra” attiva nel noto (e ormai quasi monopolista) sistema operativo per computer. Contro un’interfaccia appositamente disegnata per interagirvi con la finezza e la sensibilità del mouse, la combinazione di tasti Alt F4 rappresenta una chiusura forzata, violenta, cattiva. È l’antitesi dell’apertura ai contenuti che, pur non sempre consoni ai nostri gusti, ci appaiono sullo schermo della vita.

L’idea di questo progetto mi à venuta ascoltando le confidenze di una mia conoscente, che mi raccontava delle vicende di sua figlia, di 35 anni, che chiamerò Giulia.

Giulia si è sposata molto giovane, senza il consenso della famiglia, che reputava il futuro marito troppo più anziano di lei, circa una quindicina d’anni. Dal matrimonio, in apparenza felice, sono nati quattro figli. Il primo ha ora 17 anni, il più piccolo 5. L’epilogo di questa unione si è verificato quasi un anno fa, quando, al termine di anni ed anni di percosse ed umiliazioni subite da Giulia, il marito l’ha investita intenzionalmente con l’auto, e i tre figli più grandi si sono accaniti su di lei, a terra, mentre il padre scappava.

Giulia è stata tra la vita e la morte per due mesi, ricoverata in rianimazione. Dopo lunghe cure, ha potuto riprendere una vita quasi normale. Ora ha una piccola casa tutta per sé e un lavoro, ma è rimasta estremamente segnata dalla vicenda vissuta. Il marito è in carcere, i figli in quattro diverse comunità per minori, l’ultimo le verrà riaffidato nel prossimo autunno.

Ciò che più mi ha fatto riflettere nel racconto della madre di Giulia, che chiamerò Giovanna, è il fatto che lei, suo marito e il fratello di Giulia, in tutti questi anni, l’avevano frequentata con regolarità. Si vedevano per grigliate, feste in famiglia, pranzi della domenica, e Giovanna aveva assiduamente aiutato Giulia nell’educazione dei figli. Giovanna, mentre si raccontava, diceva di non potersi perdonare di non essersi accorta dell’inferno che la figlia stava vivendo quotidianamente. Non riusciva a capacitarsi del fatto che i tre figli più grandi avessero colpito selvaggiamente la madre, già a terra, indifesa; né che la figlia, vessata dal marito, non le avesse mai confidato nulla.

Non posso fare a meno di pensare a come si senta Giulia, che avevo incontrato diverse volte, e che neppure a me aveva mai fatto parola del suo vissuto.

Titolo: Windows – finestre

Tecnica: fotografie cucite su tela con filo da sutura

Dimensioni: installazione modulare, ogni pannello 30×30 cm., misure determinate dall’ambiente.

Anno: 2025